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Un incontro proficuo e costruttivo, quello di ieri pomeriggio, con il manager dell’Asp di Agrigento Santonocito.

L’obiettivo continua ad essere quello di migliorare l’assistenza sanitaria nella Sicilia occidentale, per portarla ai livelli di quella della Sicilia orientale e del resto d’Italia.

Durante l’incontro ho evidenziato da subito una serie di problematiche, incentrando il discorso sulla banca del cordone ombelicale dell’ospedale di Sciacca, struttura di eccellenza e unicum in Sicilia, nata grazie agli sforzi e all’impegno di un’intera vita del dottore Lillo Ciaccio.

La banca deve essere rivalutata e viste le sue caratteristiche, potrebbe rappresentare un punto di riferimento mondiale: le sacche di sangue cordonale conservate con azoto liquido potrebbero essere utilizzate per curare numerose malattie e problematiche in vasti territori, oltre che per la ricerca.
Risulta fondamentale, allo stesso tempo, una formazione adeguata delle ostetriche e del personale specialistico deputato alla raccolta del sangue cordonale nei punti nascita, che viene successivamente inviato alla banca saccense.

A tal proposito, è emersa la necessità di avviare dei corsi specifici, indirizzati a tutto il personale sanitario preposto, in tutta la regione.

Sarebbe stata individuata anche la sede, concordo infatti con Santonocito affinché i corsi vengano centralizzati in un centro di eccellenza quale il CEFPAS di Caltanissetta.

Ho già preso contatti con l’Istituto Superiore della Sanità, sto lavorando affinché nella banca di Sciacca e in tutti i punti nascita degli ospedali in cui viene raccolto il sangue, sia tutto in regola.

Recentemente, infatti, delle 18 mila sacche raccolte, sembra che circa 7 mila sacche siano state portate al macero perché non idonee.

Quanto accaduto è inconcepibile, intendo andare a fondo della questione e vederci chiaro, ma, soprattutto, voglio evitare che altro sangue cordonale possa andare al macero.

In tal senso, cercherò di capire, affidandomi al giudizio scientifico di chi di competenza, se sacche non idonee alla cura di malattie, possano essere utilizzate comunque per la ricerca scientifica. Si tratta, infatti, di un bene prezioso che non possiamo disperdere.

All’incontro si è discusso anche ex presidio ospedaliero di Santa Margherita Belice, ora sede della guardia medica, consultorio e ufficio vaccinazioni, dove il senatore ha prestato sevizio, nella sua attività da medico, per oltre 11 anni.

Conosco molto bene le problematiche che vive la struttura, per questo mi sono permesso di suggerire a Santonocito di ultimarne il primo piano, visti anche i fondi a disposizione dell’Azienda sanitaria.

Attualmente, il piano terra ospita: guardia medica, consultorio e ufficio vaccinazioni.

Il primo piano, completo per quanto concerne l’area perimetrale, ma mai ultimato negli interni, potrebbe accogliere le coppie e quindi il consultorio familiare, fornendolo di attrezzature adeguate quali il colposcopio, l’ecografo, la sterilizzatrice, i ferri chirurgici e il sistema informatico.

E, infine, si è parlato della sede Inps di Sciacca, che come già ho avuto modo di comunicare non sarà soppressa né depotenziata.

Resta comunque necessario un risparmio di spesa per questo ho chiesto a Santonocito di tenere in considerazione la possibilità di spostare il centro, attualmente situato in una struttura in affitto, nell’ala nord del vecchio ospedale di Sciacca, nella zona antistante il calvario, dove un tempo erano allocate l’unità operativa di rianimazione, la camera iperbarica, l’unità operativa di urologia e le specialistiche otorino, oculistica e servizi annessi. Si tratta di un edificio che si trova in buono stato strutturale, ovviamente da accertare grazie alla verifica degli ingegneri preposti.

La proposta offre la possibilità, non solo di un risparmio sostanzioso per l’Istituto previdenziale, ma anche di un efficientamento degli spazi già esistenti e di proprietà della Sanità pubblica.